EPA/FRIEDEMANN VOGEL

Dal 25 maggio dell’anno scorso al 31 maggio di quest’anno: la Roma di Mourinho, quando c’è una Finale Europea di mezzo, non si perde mai l’appuntamento e gli piace partecipare da protagonista. Dopo il successo nella scorsa Conference, anche quest’anno i giallorossi arrivano infatti all’atto conclusivo della competizione: questa volta però si sale di livello, perchè qui si parla dell’Europa League, la cara, vecchia, storica e romantica Coppa Uefa. I capitolini accedono dunque alla finale di Budapest (dove troveranno il Siviglia degli ex Monchi e Lamela) grazie ad uno 0-0 di cuore e di tenacia strappato con le unghie e con i denti alla BayArena, contro l’ottimo Bayer Leverkusen di Xabi Alonso. Ha deciso tutto dunque il fondamentale goal dell’andata firmato da Bove, ”il bambino”. D’altra parte, quando poi hai in panchina un vecchio volpone come lo Special One ed in campo 11 gladiatori pronti a dare tutto per la causa, tutto diventa normale, accessibile ed alla portata, anche facendo un unico tiro in porta in 90 minuti e subendo dall’altra parte un vero assedio, perchè alla fine l’essenza del pallone è tutta lì, nella differenza tra la palla che entra e quella che invece esce. Ed allora ben venga la sofferenza, perchè la Roma in due anni di Mourinho è alla sua seconda Finale Europea, e scusate se è poco…

Per la gara in terra tedesca Mourinho conferma i lottatori dell’andata, con Cristante ormai ”solito” baluardo difensivo, Spinazzola e Çelik sugli esterni, con al centro confermatissimi Matic e Bove. Davanti poi ci sono Pellegrini, Belotti ed Abraham. Sull’altro fronte, le Aspirine se la giocano col 3-4-2-1 con davanti Wirtz e Diaby a supporto di Azmoun, con l’iraniano preferito questa volta a Hlozek.

PRIMO TEMPO – La gara prende il via al fischio di Vincic e la partenza dei giallorossi è assai incoraggiante: dopo soli 77 secondi dal via, Mancini lancia in profondità ed Abraham fa sponda per Pellegrini, che arriva al tiro dal limite, pallone a lato di poco. La risposta dei padroni di casa arriva all’9′ con Demirbay, che calcia dal limite, Rui Patricio para senza problemi. L’occasione fa però rompere gli indugi ai tedeschi, che un minuto dopo ci riprovano sull’asse Wirtz-Hincapiè, sinistro alto dell’ecuadoriano e Roma che tira un sospiro di sollievo. Non è però finita la sofferenza, perchè un minuto dopo ancora un ispiratissimo Wirtz manda al tiro Diaby ed il francese dalla destra colpisce una clamorosa traversa, graziando la squadra di Mou. La squadra di Xabi Alonso prende intanto sempre più coraggio ed inizia a impostare il suo giro-palla continuo e martellante. Demirbay si fa vedere su punizione al 19′, ma Rui Patricio para facile. Il centrocampista di origini turche però non ci sta e due minuti dopo ci riprova, questa volta con un sinistro potente dal limite dell’area, ma Rui para ancora, stavolta con una più impegnativa respinta in calcio d’angolo. Il forcing dei rossoneri sale intanto di intensità, trascinato dalle intuizioni geniali di Wirtz: al 23′ il giovane talento tedesco crossa per la testa di Diaby, che a sua volta è bravo ad anticipare Mancini, ma la palla esce a lato. A questo punto la Roma prova a tenere palla nel tentativo di arginare i furori agonistici dei padroni di casa, ma l’esperimento dura poco, perchè appena riconquistano palla le Aspirine puntano subito la porta giallorossa: ci prova Palacios dai venticinque metri, ma il pallone è alto; ci riprova poi il solito Demirbay dal limite, Rui Patricio para ancora a terra. Sul piano del palleggio, non c’è partita tra Bayer e Roma, con i padroni di casa costantemente in possesso del pallone e tenacemente in forcing sulla trequarti avversaria: peccato però per loro che dietro a fare le barricate c’è una squadra fatta di undici uomini prima ancora che di undici calciatori, ed allora ecco spiegato perchè il muro difensivo erto dai giallorossi sia molto difficile da far cadere. Al 29′ tuttavia si apre una crepa nei perfetti meccanismi romanisti e Diaby ci si infila, crossando un bel pallone al centro per l’accorrente Azmoun, l’attaccante è bravo ad anticipare l’uscita di Rui Patricio, ma la palla finisce alta e la Roma respira. Passato lo spavento, la Roma tenta ora di gestire la partita, ma al 34′ lo Special One è costretto a giocarsi un cambio forzato: Spinazzola accusa un problema muscolare, al suo posto c’è Zalewski. Torna intanto prepotente il tamureggiamento del Leverkusen, ci provano Azmoun e Wirtz, ma la difesa romanista alza il muro e ricaccia all’indietro gli invasori. Si entra così al 45′ con il solito Wirtz ancora protagonista: il ventenne va via in serpentina dentro l’area romanista e semina il panico, poi il pallone finisce a Demirbay, che ”ovviamente” tira, ma il suo sinistro finisce ancora alto. Nel secondo dei tre minuti di recupero concessi dall’arbitro poi la Roma usufruisce del suo primo corner, Pellegrini la batte in mezzo, la difesa del Bayer la mette fuori e Cristante, anzichè ributtarla dentro, la lancia all’indietro addirittura verso il proprio portiere: è la fotografia della Roma di questa partita: una Roma senza fronzoli e con tanta sostanza. Una sostanza che porta all’intervallo ancora sullo 0-0, ottimo per la Roma.

SECONDO TEMPO – Josè Mourinho vuole a tutti i costi la finale e per raggiungerla diventa fondamentale non cedere neanche un centimetro agli avversari sul piano della corsa, dell’intensità e della lucidità: ecco allora Wijnaldum al posto di un generoso Belotti. La seconda frazione tuttavia ha una specie di falsa partenza, perchè già al secondo giro di lancette Vincic è costretto ad interrompere la gara per quietare le intemperanze dei tifosi di casa: si riprende poi a giocare sotto una cappa di nebbia, frutto dei numerosissimi fumogeni fatti piovere sulla BayArena nei pressi dell’area romanista. La Roma prova ora ad avanzare con azioni più manovrate, ma la partita viene interrotta nuovamente da una brutta entrata di Palacios su Matic: ”giallo” sacrosanto all’argentino e Nemanja che rimane dolorante a terra, per fortuna senza grosse conseguenze. Sulla punizione che ne nasce poi Pellegrini pennella per Mancini in area, ma Tah con un’acrobazia aerea riesce a togliere all’ex atalantino il pallone del possibile vantaggio romanista. Non va meglio neanche alla squadra di Xabi Alonso sull’altro fronte: Demirbay serve in area Bakker, che colpisce però malissimo, con Azmoun liberissimo a centro area che si dispera. Inizia poi a salire di intensità anche Frimpong: l’esterno va sul fondo e la crossa in mezzo, ma un Ibañez in formato Super salva la Roma in calcio d’angolo. Azmoun ci prova poi anche di testa da buona posizione, ma Rui Patricio para senza particolari patemi d’animo. Deve invece impegnarsi certamente di più il portoghese due minuti dopo, su una conclusione da lontanissimo del ”solito” Demirbay: Rui respinge in tuffo, poi Mancini perfeziona il tutto in angolo. Si entra così negli ultimi 20 minuti, con le due squadre ancora ferme sullo 0-0 iniziale: il Bayer certamente si impegna per sfondare il muro della squadra di Mou, ma dall’altra parte i giallorossi si difendono come un solo uomo, ”da squadra”, senza protagonismi inutili e senza ”prime donne”, e forse il segreto di questo gruppo sta proprio tutto qui, nell’umiltà dei suoi protagonisti… La staticità tattica e l’incapacità del Leverkusen di cavare un ragno dal buco fa salire la frustrazione di Bakker, che si fa ammonire da Vincic. Ecco allora intervenire anche Alonso, che lo toglie prudentemente ed inserisce Adli. Azmoun tenta poi ad un quarto d’ora dalla fine il proverbiale ”colpo gobbo”, ma il pallone sfila sul fondo e la Roma la fa franca. Si fa invece male Çelik, al suo posto riecco Smalling, il Re dei gladiatori di Mou. La spinta offensiva del Leverkusen porta intanto al tiro sostanzialmente tutti: si gioca ad una porta da diversi minuti ed a 12′ dalla fine ci prova anche il difensore Tah e Matic la devìa, ma la palla esce fuori. Per gli ultimi 600 secondi poi Xabi Alonso potenzia l’attacco: fuori Palacios e dentro Hlozek. Azmoun, certamente il più vivo davanti, tenta con un guizzo a centro area, ma la palla esce ancora. Il fortino arroccato di Mourinho regge poi anche agli assalti di Frimpong: sul primo ci pensa Rui Patricio, mentre sul secondo il sinistro dell’olandese si perde altissimo. Per gli assalti finali entra anche l’ex Genoa Amiri, mentre Mou ormai guarda solo il cronometro che separa la sua Roma da un altro storico traguardo: Vincic però assegna 8 lunghissimi minuti di recupero, che per i giallorossi vogliono dire sofferenza, resistenza e sofferenza ancora. Ormai però anche il Bayer Leverkusen ha smesso di crederci ed anzi nel finale perde anche po’ i nervi, con Tapsoba che va a sollevare di forza Matic a terra per i crampi (giallo per lui) e con Xabi Alonso che si prende anche lui la stessa sanzione disciplinare per proteste. Ma ormai c’è ben poco anche da protestare, la Roma è in finale di Europa League, un risultato che in casa giallorossa mancava dal lontano 1991: Pellegrini sarebbe nato solo 5 anni dopo…

 

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Ciao! Mi chiamo Livio Cellucci ed ho conseguito la maturità scientifica nel 1999. Ho poi preso parte ad un corso di telecronista sportivo nel 2000 e, nell‘ottobre dello stesso anno, ho iniziato una collaborazione giornalistica con "Il Corriere Laziale”. Presso questa testata, mi sono occupato di calcio giovanile a livello provinciale e regionale per il biennio 2000-2002 redigendo oltre 100 articoli di cronaca sportiva. Dal gennaio 2003 sono iscritto all'Albo dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Da allora ho continuato a collaborare con Il Corriere Laziale, svolgendo anche il compito di raccolta ed inserimento dei risultati sportivi. In questi anni, ho preso parte anche ad un corso di Gestione degli archivi aziendali ed ho ampliato le mie conoscenze linguistiche, conseguendo nel 2004 un Diploma di Spagnolo presso l'Istituto “Cervantes”. Tra la fine del 2004 e l'inizio del 2005 ho inoltre preso parte ad un “Master di Telecronista Sportivo” presso la FORMASS Television, il cui direttore didattico è Bruno Longhi, noto volto televisivo di Mediaset. Altri insegnati del corso erano Marco Civoli e Maurizio Compagnoni, altrettanto noti giornalisti tv rispettivamente di Rai e Sky. Attualmente frequento il 3° anno del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università “La Sapienza” di Roma. - Tra i miei interessi c’è sicuramente tutto ciò che riguarda la comunicazione ed i mass-media, oltre ad una grande passione per lo sport e ad un grande interesse per la politica, l’attualità, la musica e per tutto ciò che succede nel mondo. Nel 2008 ho iniziato a collaborare attivamente con SoccerHouseTv.it come corrispondente da Trigoria e dallo Stadio Olimpico, per seguire la Roma. Parallelamente dal 2010 ho avuto anche alcune esperienze nel giornalismo web e social con Vavel e SuperNews e come gestore di un giornale radio. Nel 2019 nasce l'idea di un mio portale web dedicato allo sport di Roma e provincia. Nel 2020 prende finalmente forma e viene pubblicato Sportivamente Roma.