Finisce 2-2 tra una Roma in versione-turnover ed una Salernitana in formato-” finale di Champions”, per citare le parole di Mourinho nell’immediato dopogara dell’Olimpico. La squadra capitolina parte male e va sotto dopo soli 11 minuti grazie ad uno splendido goal dell’ex laziale Candreva, poi ad inizio ripresa pero’ la squadra di Mourinho pareggia subito con El Shaarawy. Uno scatenato Dia sette minuti dopo riporta tuttavia nuovamente avanti la squadra granata, ma all’83’ ci pensa Matic a risistemare parzialmente le cose, col goal del pareggio finale. Un pari che lascia comunque un po’ di amaro in bocca ai giallorossi, visto che la strada della Champions ora passa solo dalla finale di Budapest…

Per la gara dell’Olimpico, e con la testa chiaramente già alla finale del 31, Mourinho sceglie la Roma 2, soprattutto dal centrocampo in su, con una grande novità però anche in difesa, dove c’è l’inedito di Bove schierato al posto di Mancini, marcatore di destra. A compensare l’inesperienza c’è poi almeno il rientro da titolare di Smalling. A centrocampo sulle fasce ci sono Zalewski ed El Shaarawy, con Camara e Tahirovic a fare da frangiflutti. Davanti poi Wijnaldum ha il compito di ispirare Belotti e Solbakken. Sull’altro fronte, Paulo Sousa se la gioca col 3-4-1-2, con l’ex romanista Gyomber in difesa, mentre sulla trequarti agisce Candreva, con il compito di innescare il tandem d’attacco Piatek-Dia.

PRIMO TEMPO – Dopo un sentito minuto di silenzio fatto osservare dal direttore di gara Colombo per commemorare le vittime dell’alluvione in Romagna, la gara prende il via ed è la Roma a far registrare la prima palla-goal: Smalling ci prova di testa su angolo, pallone alto. All’Olimpico il caldo e passionale tifo degli ospiti si fa sentire, complici anche alcune dinamiche interne ai settori caldi del tifo romanista, che di fatto ne frenano l’esuberanza: fatto sta che la Salernitana, spinta dai suoi numerosi supporters, prende coraggio, iniziando a far girare lei il pallone. Ed al 12′, al primo vero affondo, i campani sono addirittura avanti: Coulibaly lancia in profondità e pesca in area Candreva, che è bravissimo con l’esterno a colpire al volo ed a bruciare sul tempo Rui Patricio per lo 0-1. La Roma incassa il colpo e non accenna nessuna replica, tanto che cinque minuti dopo i granata ci riprovano con Kastanos dalla distanza, ma stavolta Rui Patricio para a terra. Per vedere invece la Roma dentro l’area bisogna aspettare fino al 24′: Zalewski e Camara provano a tirare, ma il primo viene rimpallato involontariamente da Belotti, mentre il guineano vede il suo tiro finire sul muro difensivo ospite. Il possesso palla della Salernitana intanto continua e finisce con lo stancare la Roma, che corre sostanzialmente a vuoto. Trascorre così la prima mezz’ora di gioco, poi al 32′ si accende Bove e serve un bel pallone al centro per El Shaarawy, girata immediata sul primo palo del Faraone e palla fuori: non sarà molto, ma almeno è un segnale di risveglio… Sull’altro fronte è invece molto più sciolta al tiro la Salernitana, Bohinen ci prova da fuori, ma il suo sinistro finisce alto. La partita vive di sprazzi e di giocate individuali, così al 38′ è Tahirovic a conquistare palla e ad avanzare, il bosniaco ci prova dalla distanza, ma manda alto di poco. Anche Zalewski tenta la giocata personale su punizione, ma Ochoa para facile. Si entra negli ultimi 3′ di recupero con una Roma sotto nel punteggio ma molto determinata a recuperare dallo svantaggio: Solbakken va via con una serpentina in area e viene steso, Colombo però assegna solo un calcio d’angolo. Dal corner poi sbuca Ibañez, il cui tiro gonfia la rete della Salernitana, ma prima c’è un doppio tocco involontario di Belotti col braccio per cui, dopo aver visionato le immagini, Colombo decide correttamente di annullare il pari romanista. Peccato pero’ che subito dopo arrivi un altro braccio in area, ma stavolta si tratta di Pirola della Salernitana, ed allora il giudizio di Colombo si fa molto più indulgente e, anzichè assegnare un rigore al Var, decide di mandare tutti negli spogliatoi.

SECONDO TEMPO – Lo Special One non ha nessuna voglia di alzare bandiera bianca senza quasi colpo ferire, così nel secondo tempo si ripresenta con tre cambi di peso: fuori Solbakken, Ibañez e Tahirovic, dentro Pellegrini, Llorente e Matic. Col nuovo corso si respira un’altra musica, ed infatti al primo affondo ecco subito l’1-1: proprio Pellegrini entra subito nel vivo e calcia una punizione dalla trequarti, Ochoa respinge come può ed El Shaarawy è rapace nel fiondarsi subito sulla ribattuta, bruciare tutti sul tempo e calciare sul 2° palo per il pareggio giallorosso al 47′. La Roma ora attacca convintamente, ci provano Camara ed El Shaarawy, ma i due non hanno fortuna al tiro. Poi pero’ si accende Boulaye Dia: al 54′ il franco-senegalese fa partire l’azione e si infila dentro, Candreva pesca in area Piatek e l’ex Milan è altruista nel servire al centro proprio Dia, che poi è bravissimo col tacco a battere Rui Patricio per il nuovo vantaggio a sorpresa (ma neanche tanto…) della Salernitana. La Roma stavolta reagisce subito con Wijnaldum: l’olandese finisce giù in area, ma Colombo anche qui mostra un po’ di supponenza ed invita platealmente Wijnaldum a rialzarsi. La Roma continua a spingere alla ricerca del nuovo pari, nonostante le manchi la spinta della Sud, praticamente semivuota. Allo scoccare dell’ora di gara Paulo Sousa si gioca il suo primo cambio: fuori Kastanos e dentro Mazzocchi. Mou risponde inserendo Abraham per Wijnaldum, nel tentativo di potenziare l’attacco. Anche Tammy pero’ riceve subito i ”convenevoli” dagli arcigni avversari e non se la passa bene neanche Belotti, steso con le maniere dure da Gyomber, ”giallo” sacrosanto per lui. Sousa inizia a vedere le brutte ed allora, onde scongiurare possibili espulsioni, toglie subito l’ex Catania e Bohinen, al loro posto Lovato e Vilhena. Si entra nell’ultimo quarto d’ora della partita con Belotti che per poco in scivolata non raggiunge un lancio in profondità, Ochoa chiude su di lui. Per il gran finale poi entrano anche Cristante nella Roma e l’accoppiata Botheim – Troost-Ekong negli ospiti. Il primo fuoco d’artificio della batteria finale lo porta Abraham: all’81’ Tammy la gira di testa, ma Ochoa para. Poi a 7 minuti dal 90′ arriva la scintilla buona: batti e ribatti su calcio d’angolo con la Roma tutta in avanti, il pallone finisce fuori sui piedi di Matic, siluro dell’ex Manchester e pallone che passa tra tante maglie e va ad infilarsi alle spalle di Ochoa per il 2-2 romanista. Ora l’Olimpico (al netto della Sud…) è un catino e la Roma crede nel bottino pieno, la squadra di Mou attacca a testa bassa, mentre il cronometro ora corre inesorabile: ci prova Zalewski da fuori, ma il suo sinistro finisce alto di pochissimo (86′); poi al 90′ Cristante crossa per la testa di Bove, ma il pallone è alto. Colombo assegna 7 minuti di recupero, 420 secondi per le speranze romaniste: al 91′ Abraham si veste da assistman per Cristante, ma il colpo di testa ravvicinato di Bryan è debole e facile preda di Ochoa. La partita vive poi una evitabile maxi-coda rissosa al 94′, quando Dia reagisce ad una tirata di maglia di Zalewski con un plateale e provocatorio spintone ai danni di Nicola: in campo si scatena il putiferio ed entrano sul terreno di gioco anche tutti i componenti delle due panchine: sembra una sfida all’Ok Corral e Colombo se la cava un po’ vigliaccamente estraendo solo due timidi ”gialli” per i due protagonisti iniziali della vicenda. Le speranze romaniste di sorpasso si chiudono definitivamente al 97′, quando Ochoa esce sicuro in presa alta a fermare le ultime velleità romaniste. Finisce dunque con un punto per parte una partita che lo Roma avrebbe invece dovuto vincere per poter continuare a credere nel sogno-quarto posto. Ora la strada per la Champions passa inevitabilmente da Budapest…

Articolo precedenteMou vuol dire Finale: la Roma alza il muro e vola a Budapest!
Articolo successivoMourinho: ”Mai detto che il nostro obiettivo era la Champions”
Ciao! Mi chiamo Livio Cellucci ed ho conseguito la maturità scientifica nel 1999. Ho poi preso parte ad un corso di telecronista sportivo nel 2000 e, nell‘ottobre dello stesso anno, ho iniziato una collaborazione giornalistica con "Il Corriere Laziale”. Presso questa testata, mi sono occupato di calcio giovanile a livello provinciale e regionale per il biennio 2000-2002 redigendo oltre 100 articoli di cronaca sportiva. Dal gennaio 2003 sono iscritto all'Albo dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Da allora ho continuato a collaborare con Il Corriere Laziale, svolgendo anche il compito di raccolta ed inserimento dei risultati sportivi. In questi anni, ho preso parte anche ad un corso di Gestione degli archivi aziendali ed ho ampliato le mie conoscenze linguistiche, conseguendo nel 2004 un Diploma di Spagnolo presso l'Istituto “Cervantes”. Tra la fine del 2004 e l'inizio del 2005 ho inoltre preso parte ad un “Master di Telecronista Sportivo” presso la FORMASS Television, il cui direttore didattico è Bruno Longhi, noto volto televisivo di Mediaset. Altri insegnati del corso erano Marco Civoli e Maurizio Compagnoni, altrettanto noti giornalisti tv rispettivamente di Rai e Sky. Attualmente frequento il 3° anno del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università “La Sapienza” di Roma. - Tra i miei interessi c’è sicuramente tutto ciò che riguarda la comunicazione ed i mass-media, oltre ad una grande passione per lo sport e ad un grande interesse per la politica, l’attualità, la musica e per tutto ciò che succede nel mondo. Nel 2008 ho iniziato a collaborare attivamente con SoccerHouseTv.it come corrispondente da Trigoria e dallo Stadio Olimpico, per seguire la Roma. Parallelamente dal 2010 ho avuto anche alcune esperienze nel giornalismo web e social con Vavel e SuperNews e come gestore di un giornale radio. Nel 2019 nasce l'idea di un mio portale web dedicato allo sport di Roma e provincia. Nel 2020 prende finalmente forma e viene pubblicato Sportivamente Roma.