Niente da fare anche questa volta per la Roma, l’ennesimo big-match se ne va in archivio con l’ennesima sconfitta per i giallorossi, che come al solito perdono senza praticamente colpo ferire, continuando nella scia tutt’altro che lusinghiera aperta da Paulo Fonseca qui nella Capitale. Josè Mourinho da quando è arrivato sta lavorando, e tanto, sulla testa dei suoi giocatori, ma alcune fragilità mentali evidentemente sono dure da essere scalfite… Fatto sta che stavolta è toccato al Milan venire a banchettare all’Olimpico, con i goal di Ibrahimovic e di Kessiè a firmare la vittoria rossonera. Dell’ex milanista El Shaarawy il goal al 93′ della Roma, che ha messo un po’ di pepe nel finale ad una gara mai realmente in bilico, eccezion fatta per un paio di tiri di Pellegrini che avrebbero meritato miglior sorte, a gara ancora ampiamente aperta.

Per la gara dell’Olimpico Mourinho manda in campo i suoi titolarissimi: nessuna sorpresa dunque nell’undici titolare, con davanti i soliti Zaniolo, Pellegrini e Mkhitaryan a cercare di supportare al meglio Abraham. Sull’altro fronte, Pioli se la gioca con Tatarusanu tra i pali, preferito all’ex Mirante, mentre invece in difesa di ex romanista c’è naturalmente Simon Kjaer. Centrocampo a due con Bennacer e Kessiè, mentre sulla trequarti ci sono Saelemaekers, Krunic e Leao, alle spalle di Re Ibra, che ritrova la maglia da titolare, a spese di Giroud.

PRIMO TEMPO – Maresca dà il via alla gara ed il primo acuto è dei capitolini: Viña spinge sulla sinistra e la mette poi in mezzo per l’accorrente Pellegrini, il cui tiro esce fuori di un soffio. La reazione degli ospiti non tarda ad arrivare: al 6′ è Kessiè a concludere a lato una buona occasione da rete. La squadra di Pioli prende coraggio e 4 minuti dopo torna a farsi vedere dalle parti di Rui Patricio: Calabria mette in mezzo per Leao ed il portoghese fallisce però malamente, svirgolando a lato. La squadra di Pioli a questo punto attacca a pieno organico, forte della supremazia a centrocampo conquistata dai rossoneri. Capitan Pellegrini prova intanto a riportare in avanti i suoi, ma il suo tiro a conclusione di una sgroppata di Karsdorp finisce a lato. Non inquadra la porta neanche Ibrahimovic sull’altro fronte, con lo svedese che conclude fuori da due passi, seppure spostato sulla sinistra. Il Milan però ormai crede al vantaggio ed attua un pressing altissimo sui portatori di palla giallorossi. Al 26′ gli sforzi degli ospiti vengono premiati: Ibrahimovic fa partire una autentica cannonata su punizione, la palla passa in mezzo alla barriera e va ad infilarsi implacabile alle spalle di un Rui Patricio sorpreso. Sulle ali dell’entusiasmo, 3 minuti dopo Bennacer prova anche la conclusione da fuori, ma la palla è alta. La Roma dal canto suo non riesce a rispondere in questa fase e finisce per subire lo strapotere fisico e tattico degli avversari. Al 37′ proprio un’azione arrembante dei meneghini dentro l’area avversaria manda in grande confusione la Roma, ma ci pensa Ibañez a sbrogliare la matassa. Un minuto dopo però il fortino difensivo della squadra di Mou sembra cadere di nuovo: Leao , dopo aver ”uccellato” Rui Patricio, mette dentro su un bell’assist di Ibra, ma arriva la segnalazione di offside ad annullare il raddoppio rossonero. La Roma ringrazia e da questo episodio fortunato trova anche nuova linfa per rendersi pericolosa: Pellegrini calcia una punizione tagliata e Cristante sfiora di testa, ma il pallone esce di poco. Il primo tempo si chiude con un’altra punizione, ma questa volta in favore del Milan: Theo Hernandez calcia dal limite e Rui Patricio para in due tempi.

SECONDO TEMPO – Dopo 45 minuti assolutamente sotto tono, Mou si gioca il primo cambio: fuori un apatico Mkhitaryan e dentro il sempre più promettente Felix Afena-Gyan, alla seconda apparizione tra i big. Proprio il ghanese dà il via alla prima azione offensiva della Roma in questa ripresa: Felix serve Pellegrini, che da fuori area spara alto. E’ invece decisamente ben più concreta la squadra di Pioli ogni volta che arriva dalle parti di Rui Patricio: Ibrahimovic parte sul filo del fuorigioco e Cristante sembra anche tenerlo colpevolmente in gioco, ma arriva invece la segnalazione del var a tenere ancora in partita i giallorossi. Zlatan, tutt’altro che appagato, dopo appena due minuti torna a ripresentarsi minaccioso davanti a Rui Patricio, ma stavolta il portiere romanista gli neutralizza il tiro ravvicinato, anche se il tutto viene poi annullato per il fuorigioco netto dell’attaccante. Dopo l’ennesimo pericolo scampato, la squadra di Mourinho prova allora a rialzare la testa con Abraham, ma il tiro dell’inglese a centro area sbatte contro il muro difensivo rossonero. Il tentativo di Tammy resta tuttavia piuttosto isolato, la classica eccezione in mezzo alla regola del ”Milan all’attacco”… Ed infatti al 54′, dai e dai, il Diavolo sfonda ancora: Ibañez incrocia la propria corsa con Ibra e finiscono entrambi giù in area, Maresca assegna il penalty ai rossoneri ed il var conferma la decisione arbitrale. Dagli undici metri il solito Kessiè non sbaglia, 0-2 al 56′ e Roma alle corde. Mourinho da ex interista non ci sta però a fare figure barbine contro gli ex rivali cittadini ed al 63′ ecco allora un nuovo cambio: fuori Abraham e dentro El Shaarawy. La partita sembra a questo punto arrivare ad una svolta, anche perchè 3 minuti dopo Theo Hernandez finisce fuori per doppio giallo, regalando così la superiorità numerica ai capitolini. Lo Special One allora si gioca anche la carta Carles Perez, mentre Pioli si copre, inserendo Ballo-Tourè per Saelemaekers. La Roma inizia così il suo forcing, nel tentativo di rientrare in qualche modo dentro la partita: prima Pellegrini mette in difficoltà su un cross Tatarusanu, ma l’ex viola, seppur pasticciando, riesce in due tempi a fare suo il pallone; poi ci prova El Shaarawy, ma la sua conclusione è debole e Tatarusanu non ha problemi a parare; infine ancora Pellegrini prova su punizione a trovare la testa di Zaniolo, ma l’ex inter non ci arriva. A questo punto Pioli mangia la foglia e capisce che è ora di coprirsi ulteriormente: dentro Tonali, Romagnoli e Bakayoko per Bennacer, Leao e Krunic. La Roma intanto continua a spingere in avanti, ma la difesa del Milan regge bene e l’occasione più ”clamorosa” è un tiro centrale di Zaniolo, parato con facilità da Tatarusanu. Negli ultimi dieci minuti di gara entra anche Shomurodov, anche se per la verità non si hanno tracce del suo passaggio dentro l’area avversaria. Chi invece si fa pericoloso è Zaniolo, che ci prova di testa su cross di Pellegrini, ma Kjaer si sostituisce a Tatarusanu e salva a due passi dalla linea di porta. Dal corner che ne nasce poi lo stesso Zaniolo ci riprova, ancora di testa, ma stavolta l’esito non è di quelli memorabili… Si fa vedere al tiro anche Veretout, ma la palla è ancora fuori dallo specchio. Ci prova persino Afena-Gyan a segnare il goal della bandiera, ma il suo destro dal limite viene parato dal portiere. Lo stesso Tatarusanu è poi bravissimo a sventare anche un bolide al 90′ di Mancini. Maresca assegna intanto ben 6 minuti di recupero ed Afena-Gyan prova ancora a mettersi in luce con un’azione dentro l’area avversaria. Bakayoko lo tira anche giù, ma l’arbitro lascia giocare. La Roma però vuole uscire dall’Olimpico almeno con la consapevolezza di aver tirato fuori il cuore, ed allora ecco che al minuto 93 El Shaarawy, ex della gara, spara in rete il pallone dell’1-2, che regala 3 minuti finali di vero fuoco. Improvvisamente ora tutta la sicurezza del Milan sembra essere evaporata di colpo, così come anche l’inconsistenza offensiva della Roma sembra ormai un lontanissimo ricordo. Gli attacchi arrembanti ed a pieno organico della Roma portano al 95′ ad un tiro a giro di Carles Perez, ma Tatarusanu vola e respinge in bello stile, blindando la vittoria rossonera. La gara si chiude al minuto 97 con la Roma all’attacco e con una amarissima considerazione: perchè svegliarsi così tardi?

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Ciao! Mi chiamo Livio Cellucci ed ho conseguito la maturità scientifica nel 1999. Ho poi preso parte ad un corso di telecronista sportivo nel 2000 e, nell‘ottobre dello stesso anno, ho iniziato una collaborazione giornalistica con "Il Corriere Laziale”. Presso questa testata, mi sono occupato di calcio giovanile a livello provinciale e regionale per il biennio 2000-2002 redigendo oltre 100 articoli di cronaca sportiva. Dal gennaio 2003 sono iscritto all'Albo dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Da allora ho continuato a collaborare con Il Corriere Laziale, svolgendo anche il compito di raccolta ed inserimento dei risultati sportivi. In questi anni, ho preso parte anche ad un corso di Gestione degli archivi aziendali ed ho ampliato le mie conoscenze linguistiche, conseguendo nel 2004 un Diploma di Spagnolo presso l'Istituto “Cervantes”. Tra la fine del 2004 e l'inizio del 2005 ho inoltre preso parte ad un “Master di Telecronista Sportivo” presso la FORMASS Television, il cui direttore didattico è Bruno Longhi, noto volto televisivo di Mediaset. Altri insegnati del corso erano Marco Civoli e Maurizio Compagnoni, altrettanto noti giornalisti tv rispettivamente di Rai e Sky. Attualmente frequento il 3° anno del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università “La Sapienza” di Roma. - Tra i miei interessi c’è sicuramente tutto ciò che riguarda la comunicazione ed i mass-media, oltre ad una grande passione per lo sport e ad un grande interesse per la politica, l’attualità, la musica e per tutto ciò che succede nel mondo. Nel 2008 ho iniziato a collaborare attivamente con SoccerHouseTv.it come corrispondente da Trigoria e dallo Stadio Olimpico, per seguire la Roma. Parallelamente dal 2010 ho avuto anche alcune esperienze nel giornalismo web e social con Vavel e SuperNews e come gestore di un giornale radio. Nel 2019 nasce l'idea di un mio portale web dedicato allo sport di Roma e provincia. Nel 2020 prende finalmente forma e viene pubblicato Sportivamente Roma.