Nonostante il 7-0 finale sull’Empoli, lo Special One predica equilibrio, consapevole dell’umoralità di una piazza rovente come Roma: ”Non ho voluto mandare nessun messaggio a nessuno con questa vittoria: non eravamo così scarsi prima di questa partita e non siamo così straordinari oggi, nè la squadra ora è diventata incredibile… Ieri vi ho detto che il mio obiettivo era vincere oggi, adesso vi dico che il mio obiettivo è vincere giovedì in Europa League”.
La preoccupazione di Josè semmai è un’altra, ed è legata alla situazione-infortuni: Quello che dobbiamo cercare di fare è gestire alcuni giocatori, ma è anche vero che in alcune partite è difficile gestire… Siamo poi anche ”sfortunati” con la Lega Calcio, perchè per esempio l’Atalanta (che fa l’Europa League come la Roma, ndr) gioca sempre di giovedì e di lunedì… Un ”bambino” come Pagano da noi ha già giocato tre delle prime quattro partite…”.

A proposito poi della partenza di slancio dei giallorossi contro l’Empoli, queste le parole dello Special One: ”Ho chiesto io questa intensità all’inizio della partita, sapendo che c’è qualche giocatore che non riesce a farlo e sapendo che non avevamo benzina per tutti i 90 minuti… Quando invece noi abbassiamo il ritmo per necessità, se poi non abbiamo l’aggressività, è un problema: come minimo non bisogna allora sbagliare i passaggi: nei primi 20′ del primo tempo era l’Empoli ad avere il possesso del pallone, mentre noi eravamo troppo bassi. Dobbiamo poi essere intelligenti a gestire: solo così abbiamo possibilità di crescere. Oggi poi c’erano cinque giocatori dall’inizio che l’anno scorso non erano qui..”.

A proposito dei nuovi, quest’oggi non c’era Aouar, ma per Mou non è stata una sorpresa: ”Era un punto interrogativo, aveva accusato stanchezza nel muscolo e non si può rischiare, a maggior ragione uno come Aouar con i suoi trascorsi medici. Al suo posto ha giocato Renato Sanches che, al di là dell’ammonizione che ha preso, è stato perfetto! Quarantacinque minuti per lui sono sufficienti, così come lo sono stati i settanta per Dybala ed i settantacinque per Paredes… Dobbiamo evitare di farli arrivare stanchi… Tra tutti i nuovi Romelu Lukaku è quello che si è presentato meglio, nonostante prima di venire da noi si fosse allenato da solo”

Josè Mourinho poi ci tiene a precisare una nota tattica: ”Quando il blocco di giocatori è basso non significa che non sei dominante: sei dominante, ma col blocco basso. Per costruire dal basso, bisogna saperlo fare!”

Lo Special One ci tiene poi a rimarcare un altro suo pensiero: ”Il 7-0 finale è troppo: non abbiamo sbagliato goal davanti alla porta, ecco perchè la partita è finita 7-0, ma è un punteggio esagerato”.

Su N’Dicka, queste le parole di Mou: ”Non è un bambino, ha disputato 150 partite in Bundesliga, in una squadra che però dietro giocava a tre ed in modo diverso… Non entrerò nel dettaglio per non dare indicazioni utili ai nostri avversari… Quest’oggi comunque ho fatto fatica con lui perchè in certe situazioni bisogna guidarlo. Però ha presenza ed ha gamba: è veloce, ha qualità. Con lui abbiamo quattro centrali di qualità, sono tutti e quattro affidabili”.

Per quanto riguarda invece l’attacco, alla prima con la coppia Dybala-Lukaku dall’inizio la Roma ha collezionato questo roboante risultato: solo una fortunata coincidenza? Non sarà invece che il segreto è tutto nella qualità dei giocatori che hai a disposizione? Il Mou-pensiero sulla questione è presto detto: ”I giocatori ”fanno” gli allenatori e gli allenatori aiutano i giocatori ad essere migliori: si parla spesso di allenatori fenomenali, ma per esserlo davvero gli allenatori dovrebbero fare quello che fanno senza avere i giocatori… Lukaku per esempio ha avuto una palla ed ha fatto goal: più qualità gioca, più ci sono le condizioni per la squadra di fare bene”.

A proposito di campioni, si entra ora però in un terreno alquanto viscido per Josè, soprattutto dopo un 7-0 a Roma: ecco che allora puntuale arriva in conferenza la domanda sulla premiata ditta Dybala-Lukaku, a maggior ragione dopo la gemma della Joya per il 4-0. Mou però blocca tutto sul nascere e, al giornalista ispanofono che vorrebbe un commento sul ”partidazo” di Paulo, risponde nella lingua del Cervantes: ”Tranquilo, tranquilo… Està bien asì…”, che significa per l’appunto ”Tranquillo, va bene così”, per la serie: ”Non incendiamo ulteriormente le già roventi aspettative romaniste”…

 

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Ciao! Mi chiamo Livio Cellucci ed ho conseguito la maturità scientifica nel 1999. Ho poi preso parte ad un corso di telecronista sportivo nel 2000 e, nell‘ottobre dello stesso anno, ho iniziato una collaborazione giornalistica con "Il Corriere Laziale”. Presso questa testata, mi sono occupato di calcio giovanile a livello provinciale e regionale per il biennio 2000-2002 redigendo oltre 100 articoli di cronaca sportiva. Dal gennaio 2003 sono iscritto all'Albo dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Da allora ho continuato a collaborare con Il Corriere Laziale, svolgendo anche il compito di raccolta ed inserimento dei risultati sportivi. In questi anni, ho preso parte anche ad un corso di Gestione degli archivi aziendali ed ho ampliato le mie conoscenze linguistiche, conseguendo nel 2004 un Diploma di Spagnolo presso l'Istituto “Cervantes”. Tra la fine del 2004 e l'inizio del 2005 ho inoltre preso parte ad un “Master di Telecronista Sportivo” presso la FORMASS Television, il cui direttore didattico è Bruno Longhi, noto volto televisivo di Mediaset. Altri insegnati del corso erano Marco Civoli e Maurizio Compagnoni, altrettanto noti giornalisti tv rispettivamente di Rai e Sky. Attualmente frequento il 3° anno del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università “La Sapienza” di Roma. - Tra i miei interessi c’è sicuramente tutto ciò che riguarda la comunicazione ed i mass-media, oltre ad una grande passione per lo sport e ad un grande interesse per la politica, l’attualità, la musica e per tutto ciò che succede nel mondo. Nel 2008 ho iniziato a collaborare attivamente con SoccerHouseTv.it come corrispondente da Trigoria e dallo Stadio Olimpico, per seguire la Roma. Parallelamente dal 2010 ho avuto anche alcune esperienze nel giornalismo web e social con Vavel e SuperNews e come gestore di un giornale radio. Nel 2019 nasce l'idea di un mio portale web dedicato allo sport di Roma e provincia. Nel 2020 prende finalmente forma e viene pubblicato Sportivamente Roma.