Foto Fabio Rossi/AS Roma/LaPresse
Finisce malissimo per la Roma la prima semifinale di Europa League contro il Manchester United, con la squadra di Solskjaer che ha inflitto ai giallorossi un nettissimo 6-2. I Red Devils mettono dunque ben più di un’ipoteca sulla finale della Coppa, con la Roma che a questo punto farebbe bene a cercare di salvare il salvabile in campionato, piuttosto che sperare in una scorciatoia europea che ormai ha sempre più l’aspetto di una chimera. Eppure c’è da dire che per tutto il primo tempo i verdetti del campo sembravano invece indicare prospettive assai diverse: all’intervallo infatti la Roma ci è arrivata addirittura in vantaggio per 2-1, dopo 45 minuti di grande sostanza e di spessore europeo. Poi però, complici anche alcuni sfortunati episodi, nell’ultima mezz’ora di gioco sono uscite tutte le magagne della Roma, con i Red Devils che dal canto loro si sono divertiti a rigirare il dito nelle piaghe dei capitolini, un po’ per gusto, ed un po’ anche per un senso di liberazione, dopo la sofferenza del primo tempo che aveva invece spaventato la squadra inglese. E così, dal 64′ all’86’ in campo si è visto di fatto solo il Manchester, con la squadra di Fonseca completamente in balìa dell’avversario ed incapace di porre un freno alle scorribande dei Red Devils, capaci in 22 minuti di segnare ben 4 reti. Col tramonto sostanziale del palcoscenico europeo, ed a meno di clamorose rimonte ”da film” nella gara dell’Olimpico, dove servirà un improbabile 4-0 per passare il turno, cala dunque il sipario sulla seconda (ed a questo punto ultima…) Roma di Fonseca, con la sagoma di Sarri che si fa sempre più nitida all’orizzonte…
Per la gara odierna Fonseca conferma il suo 3-4-2-1, con Pau Lopez tra i pali ed una difesa che, priva dello squalificato Mancini, è composta dall’ex Smalling, da Cristante e da Ibañez. A centrocampo ci sono Karsdorp e Spinazzola sulle fasce, con Veretout e Diawara al centro, mentre in avanti largo a Mkhitaryan (altro ex della gara) insieme a Pellegrini, alle spalle di Edin Dzeko. Per quanto riguarda invece i Red Devils, Solskjaer schiera il 4-2-3-1 con Rashford e gli ex ”italiani” Bruno Fernandes e Pogba alle spalle di Edinson cavani, altro grande ex del nostro campionato.

PRIMO TEMPO –
Del Cerro Grande dà il via al match e che per la Roma sarà una serata piuttosto spinosa lo si capisce fin da subito, visto che al 3′ Veretout accusa già un fastidio muscolare: il francese prova inizialmente a rimanere stoicamente in campo, ma al 5′ è costretto ad alzare definitivamente bandiera bianca, dentro ecco Villar. L’inizio in salita prosegue poi 4 minuti dopo quando, al primo affondo, il Manchester United passa in vantaggio: Pogba va via in mezzo a 3 giocatori e serve Cavani, palla di prima ed in velocità per Bruno Fernandes e l’ex doriano infila in rete l’1-0 al 9′, cogliendo di sorpresa tutta la difesa avversaria. La Roma non ci sta pero’ a fare la figura della sprovveduta, così al 13′ i giallorossi vanno via in break con un’azione arrembante, Villar libera sulla destra Karsdorp e l’olandese crossa, trovando una deviazione con la mano da parte di Pogba: calcio di rigore per i capitolini e Capitan Pellegrini dagli 11 metri riporta la situazione in parità. L’immediata reazione dei giallorossi sorprende un po’ gli inglesi, che pensavano evidentemente di fare carne da macello della Roma fin dal fischio d’inizio. Ed invece no, la Roma in questa fase sembra una lontanissima parente della squadretta vista (o per meglio dire non vista…) in campionato nell’ultimo mese e mezzo: di fronte ai Red Devils invece stasera c’è la splendente Roma dei giorni migliori, una squadra consapevole dei propri mezzi e capace di mettere in difficoltà chiunque. I padroni di casa allora, per cercare di scardinare l’attento scacchiere capitolino, provano ad affidarsi ai calci da fermo, ma al 23′ una punizione di Bruno Fernandes finisce alta. Non va meglio all’ex doriano neanche un minuto dopo, quando è Rashford a fornirgli un cioccolatino in area, ma il suo tiro finisce a lato. Il forcing dei padroni di casa porta poi Pogba a cercare la conclusione personale con una gran botta, ma Pau Lopez risponde presente con una grandissima respinta al 25′. Peccato però che nella circostanza la sfortuna decida di accanirsi ancora sui giallorossi, già danneggiati in avvio con l’infortunio di Veretout: stavolta è Pau Lopez a dover abbandonare i pali, a causa di un problema alla spalla, dovuto all’impatto sul terreno in conseguenza del tuffo. Al 27′ quindi Fonseca è costretto già al suo secondo cambio, anche questo per causa di forza maggiore. Nonostante le avversità del destino, la squadra di Fonseca continua tuttavia a produrre gioco ed a spaventare i mancuniani: Karsdorp crossa dalla destra per Dzeko e Maguire chiude tempestivamente sull’attaccante, onde evitare noie. La Roma prova allora a sfondare anche sull’altro lato, dalla parte di Spinazzola, e l’esito è di quelli incoraggianti: Leo va via alla sua maniera e serve quindi Mkhitaryan, gran palla in verticale per Pellegrini ed assist preciso di questi al centro per Edin Dzeko, che da lì non sbaglia, 1-2 ruggente della Roma a Manchester e giallorossi che a questo punto iniziano a sognare ad occhi aperti la finale di Danzica. Ma ecco che a riportare a terra le ambizioni dei capitolini ci pensa ancora una volta il confronto con la dura realtà: Spinazzola, proprio uno degli artefici dell’azione del sorpasso, accusa un problema fisico (come Veretout e come Pau Lopez…) e deve abbandonare anche lui in anticipo la gara dell’Old Trafford, con Fonseca che deve operare il suo terzo cambio forzato in neanche 40 minuti di gara: ecco dunque Bruno Peres per Spinazzola. Il quarto uomo segnala intanto 5 minuti di recupero ed il Manchester chiude in attacco, costringendo la squadra di Fonseca sulla difensiva. La Roma dal canto suo comunque si chiude con ordine e compattezza, senza rischiare praticamente nulla. Se non fosse per i suoi improvvisi attimi di pazzia: nell’ultimo minuto di recupero Ibañez commette un gravissimo errore in disimpegno, sbagliando completamente un passaggio orizzontale e regalando così al Manchester una ripartenza pericolosissima, ma Cavani non la sfrutta a dovere, fermato prima da Mirante e poi da Smalling, che si salva in angolo. Dal corner che ne nasce poi sbuca la testa di McTominay, ma la palla è alta. Si va così all’intervallo con la Roma avanti spavaldamente 2-1 a Manchester.

SECONDO TEMPO – Nello spogliatoio Fonseca è assalito da un dubbio: utilizzare o meno l’ultimo slot a disposizione per effettuare gli ultimi 2 cambi ad inizio ripresa, sapendo che comunque, in caso di infortunio durante i secondi 45′, la sua Roma rischia seriamente di dover giocare in 10, avendo già utilizzato le altre 3 finestre nel primo tempo. Alla fine Paulo decide di confermare in blocco la squadra, anche perchè il giocattolo si è mosso alla perfezione fino a quel momento. La partenza della seconda frazione è incoraggiante per i giallorossi, con De Gea che sbaglia un rinvio e col pallone colpisce il sedere di Dzeko, ma la palla esce sul fondo: sarebbe stato un bel ”gollonzo”… Un minuto dopo pero’ la faccenda in campo si fa seria, perchè Bruno Fernandes serve in area Cavani, bravo a bruciare Karsdorp ed a calciare a rete per il 2-2 dei padroni di casa. Col vento a favore, la squadra di Solskjaer cerca quindi anche il colpo del k.o., ma Mirante è bravissimo in uscita ad anticipare l’intervento di Pogba ed a sventare la minaccia. Il forcing mancuniano intanto non accenna a placarsi ed al 53′ è Cavani a fallire una ghiottissima palla-goal, sparando alto da ottima posizione su cross di Shaw, grazie anche alla determinante deviazione di Cristante, che gli ”sporca” l’assist. Quindi è Ibañez ad alzare il muro difensivo prima su Rashford e poi per anticipare Cavani, ma è evidente a tutti che la Roma non può limitarsi a difendere ad oltranza, se non vuole correre il rischio di venire schiacciata dalla squadra di Solskjaer. Ci prova allora Karsdorp a suonare la carica per i suoi: l’ex Feyenoord prima costringe McTominay ad una rischiosa ”svirgolata” difensiva in calcio d’angolo; quindi, allo scoccare dell’ora di gara, lo stesso esterno olandese serve uno splendido pallone in profondità a Pellegrini, mettendo il numero 7 davanti a De Gea, ma il capitano giallorosso pecca di altruismo e, anzichè tirare, cerca un assist per Dzeko, vanificando di fatto la clamorosa occasione. Goal mangiato, goal subìto, al 64′ il Manchester torna a condurre i giochi: Wan-Bissaka calcia dalla destra, Mirante non è perfetto nel respingere ed il pallone rimane lì, pronto per l’opportunismo di Cavani, bravissimo nel fiondarsi sulla palla e calciare per il 3-2 dei Red Devils. La partita si mantiene sempre vibrante ed aperta ad ogni possibile evoluzione, così al 66′ Mkhitaryan crossa per la testa di Dzeko, ma De Gea para. Trascorrono due minuti e la scena è già ribaltata, con Shaw che calcia da fuori e Mirante che respinge. Si arriva così alla sliding-door della serata: al minuto 69′ Cavani e Smalling hanno un contatto in area, questo contatto avviene però ben dopo che il pallone ha già oltrepassato ampiamente i due giocatori. Del Cerro Grande tuttavia è inflessibile e, con l’avallo discutibile del Var, assegna il rigore ai Diavoli Rossi: dal dischetto Bruno Fernandes non sbaglia e spiazza Mirante per il 4-2. Il doppio svantaggio incassato e la sensazione di impotenza per la decisione arbitrale fanno di fatto uscire la Roma dalla partita. Al tempo stesso, il +2 accumulato ridà fiducia in casa-Manchester e, complici le sbandate della Roma, ora per i ragazzi di Solskjaer si aprono maxi autostrade. Ed allora ecco fioccare le occasioni: al 74′ Cavani tira, ma viene murato da Ibañez, mentre un minuto dopo i padroni di casa centrano la cinquina con Pogba, bravo di testa su cross di Bruno Fernandes. Con la Roma ampiamente alle corde ed in attesa quasi inevitabile della goleada, Cavani ci prova con una semirovesciata, ma Mirante para (77′). Due minuti dopo anche Fred  vorrebbe dare un dispiacere al suo ex allenatore ai tempi dello Shakhtar, ma il tiro del brasiliano finisce a lato. Nel tentativo di ravvivare un corpo ormai esanime, Mkhitaryan tenta la soluzione personale all’80’, ma la sua conclusione dalla distanza non inquadra la porta. Si entra così negli ultimi 10 minuti di una partita che ha già detto tutto, e che la Roma si augura che finisca prima possibile. Ma la squadra giallorossa dovrebbe ormai sapere che, in queste situazioni di totale sfacelo, se c’è la possibilità che qualche cosa possa andare ancora peggio, è sicuro che lo farà, ed infatti all’86’ Cavani lancia per il giovane Greenwood, entrato pochi minuti prima, ed il suo destro (non irresistibile, per la verità…) batte Mirante per il 6-2 finale. Fine dell’incontro e fine anche dell’esperienza europea della Roma, salvo autentiche imprese sportive da compiersi giovedì prossimo all’Olimpico…

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Ciao! Mi chiamo Livio Cellucci ed ho conseguito la maturità scientifica nel 1999. Ho poi preso parte ad un corso di telecronista sportivo nel 2000 e, nell‘ottobre dello stesso anno, ho iniziato una collaborazione giornalistica con "Il Corriere Laziale”. Presso questa testata, mi sono occupato di calcio giovanile a livello provinciale e regionale per il biennio 2000-2002 redigendo oltre 100 articoli di cronaca sportiva. Dal gennaio 2003 sono iscritto all'Albo dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Da allora ho continuato a collaborare con Il Corriere Laziale, svolgendo anche il compito di raccolta ed inserimento dei risultati sportivi. In questi anni, ho preso parte anche ad un corso di Gestione degli archivi aziendali ed ho ampliato le mie conoscenze linguistiche, conseguendo nel 2004 un Diploma di Spagnolo presso l'Istituto “Cervantes”. Tra la fine del 2004 e l'inizio del 2005 ho inoltre preso parte ad un “Master di Telecronista Sportivo” presso la FORMASS Television, il cui direttore didattico è Bruno Longhi, noto volto televisivo di Mediaset. Altri insegnati del corso erano Marco Civoli e Maurizio Compagnoni, altrettanto noti giornalisti tv rispettivamente di Rai e Sky. Attualmente frequento il 3° anno del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università “La Sapienza” di Roma. - Tra i miei interessi c’è sicuramente tutto ciò che riguarda la comunicazione ed i mass-media, oltre ad una grande passione per lo sport e ad un grande interesse per la politica, l’attualità, la musica e per tutto ciò che succede nel mondo. Nel 2008 ho iniziato a collaborare attivamente con SoccerHouseTv.it come corrispondente da Trigoria e dallo Stadio Olimpico, per seguire la Roma. Parallelamente dal 2010 ho avuto anche alcune esperienze nel giornalismo web e social con Vavel e SuperNews e come gestore di un giornale radio. Nel 2019 nasce l'idea di un mio portale web dedicato allo sport di Roma e provincia. Nel 2020 prende finalmente forma e viene pubblicato Sportivamente Roma.