La Roma esce sconfitta a Bergamo per 1-0 in virtù del goal siglato da Scalvini al 12′. Il difensore, già decisivo tre anni fa all’Olimpico contro la Roma di Mou, anche oggi ha rovinato la serata ai giallorossi, tirando un brutto scherzo al suo maestro Gasperini. Incassato il goal in avvio, la squadra capitolina tuttavia non è riuscita in tutti i restanti 78′ a risalire la china, rischiando anzi in più occasioni di imbarcare anche il raddoppio da parte dei nerazzurri, che ora tornano pericolosi anche in ottica europea per la Roma. Ma la cosa che lascia basiti è la grande difficoltà che ha la squadra di Gasperini nell’imporre il proprio gioco: guardando in campo Atalanta e Roma, si direbbe che Gasp sieda ancora sulla panchina della Dea, vista la grande mole di gioco sviluppata dai padroni di casa, mentre non si può certo dire lo stesso per i giallorossi. Giallorossi che, agganciati al quarto posto dalla Juve, farebbero in realtà molto meglio a guardarsi indietro, piuttosto che sognare fantomatiche corse per il vertice, del tutto fuori luogo allo stato attuale delle cose. La dura verità è che questa squadra ha già incassato sette k.o. in campionato e, con Bologna e Como alle calcagna, sinceramente crediamo che anche il posto in Europa League sia tutt’altro che già in cassaforte per la Roma…
Per la gara di Bergamo Gasperini schiera il suo 3-4-2-1 con Ziolkowski a guidare la difesa, mentre a centrocampo sulla sinistra c’è Rensch, con Wesley (non al meglio) che parte dalla panchina. Davanti poi confermato l’attacco con Soulè e Dybala alle spalle di Ferguson. Nell’Atalanta Palladino, allievo del Gasp, se la gioca a specchio, con l’ex Zalewski e De Ketelaere a supporto del romanissimo Scamacca, fresco dei suoi 27 anni appena compiuti.
PRIMO TEMPO – Dopo un minuto di silenzio per ricordare la tragedia di Crans-Montana, Fabbri apre le danze della New Balance Arena, anche se a dire il vero nei primissimi minuti la gara parte assai spezzettata, con lo stesso Fabbri che scivola e cade e con Çelik che rimane anche lui dolorante a terra. La squadra di Palladino inizia poi ad imporre il suo giro-palla, tuttavia la troppa confidenza a volte gioca dei brutti scherzi ed al 7′ un errore di sufficienza di Ederson innesca in area di rigore Dybala, ma Carnesecchi gli chiude subito lo specchio ed allora la Joya trova Ferguson, con l’irlandese che calcia per due volte in porta, ma nella prima trova l’opposizione coi piedi dello stesso Carnesecchi, mentre sul secondo tentativo ci pensa Kolasinac a metterci la testa ed a salvare la Dea. Goal mangiato, goal subìto, il vecchio adagio del calcio si conferma attuale ed al 12′, su un corner dell’ex Zalewski, Scalvini si scontra dentro l’area piccola ed in aria con Svilar, infilando poi in rete il vantaggio nerazzurro. Sull’episodio tuttavia sembra esserci un palese disturbo da parte del difensore sul portiere romanista, ma il Var dichiara che è tutto buono e Fabbri assegna allora l’1-0 alla Dea, tra le vibranti proteste romaniste. Forte del vantaggio, la squadra di Palladino continua ad attaccare ed al 20′ Ederson manda al tiro Zalewski, col pallone che esce di poco a lato. Si fa intanto male Kolasinac e Palladino al 26′ deve giocarsi già il primo cambio, dentro Ahanor. Inizia poi a farsi vedere anche Scamacca, con l’ex Sassuolo che calcia fuori dal limite. E’ pero’ solo il preludio del goal, perchè nell’azione successiva il centravanti nerazzurro capitalizza al massimo un cross di Bernasconi, infilando di testa alle spalle di Svilar il pallone del 2-0. Stavolta, contrariamente al goal di Scalvini, appare essere tutto regolare, ed invece dopo una lunga verifica il Var interviene ancora per annullare il raddoppio, visto che all’inizio dell’azione, andando in realtà molto a ritroso nello sviluppo del gioco, lo stesso Scamacca era in posizione di offside. Palladino non ci sta e protesta furioso, con Fabbri che in tutta risposta gli sventola un ”giallo”. Da qui in poi di fatto non succede più nulla dal punto di vista delle occasioni, se si eccettua un tiraccio alle stelle di Konè al 39′. Per il resto invece c’è solo il continuo ed insistito giro-palla dell’Atalanta, con la Roma che fa una gran fatica ad entrare in possesso del pallone. Gli otto minuti finali di recupero non fanno che confermare questa diapositiva.
SECONDO TEMPO – Gasperini non è evidentemente soddisfatto di quanto (non) fatto dai suoi, così al nuovo pronti-via si presenta con Wesley al posto di Ziolkowski, nel tentativo di dare più incisività dalla metà campo in su. Ed in effetti l’apertura della ripresa è tutta giallorossa, con Ferguson che al 50′ controlla, si gira e calcia in porta in diagonale, ma Carnesecchi che pero’ respinge. Trascorrono solo tre minuti ed è Soulè ad andare via sulla destra ed a calciare, ma l’estremo difensore atalantino respinge ancora, questa volta col corpo. La Roma ora scende con continuità nella metà campo avversaria, tuttavia la squadra di Palladino si difende con ordine e con grande grinta e fisicità, tanto da non far sfondare mai i capitolini. Allo scoccare dell’ora poi ecco nuovi avvicendamenti: Palladino leva l’infortunato Scalvini e Zalewski per Hien e Musah, mentre Gasp boccia un Rensch pasticcione e sceglie Tsimikas a sinistra (con Wesley che va a destra), mentre davanti si affida alla muscolarità di Dovbyk (fuori Ferguson). Al 64′ nuova occasione per la Roma, con Wesley che manda al tiro Dybala e con Djimsiti che devìa in angolo la conclusione dell’argentino. Sull’immediato cambio di fronte invece è Ederson a mandare al tiro Bernasconi, col pallone che esce fuori di un soffio sul 2° palo. Entrano poi nella gara anche El Shaarawy per la Roma e l’accoppiata Krstovic-Maldini per i padroni di casa, ma di fatto sul piano delle occasioni non accade nulla, nonostante il grande ritmo della gara, con l’Atalanta che insiste col suo possesso-palla e con la Roma che cerca di rimanere dentro il match. All’81’ poi ci prova Krstovic a farsi vedere di testa su angolo, ma l’ex Lecce manda a lato. Si entra negli ultimi minuti del match con l’assistente Cecconi che rimane stordito da un petardo lanciato dagli spalti, senza tuttavia subire gravi conseguenze. Fabbri assegna poi 5′ di recupero in un clima che è tesissimo anche in panchina, tanto che il direttore di gara manda via con un ”rosso” un collaboratore di Palladino particolarmente sovraeccitato. La partita anche in campo si mantiene molto viva fino all’ultimo: al 92′ Mancini manda in porta Dybala, ma Carnesecchi ancora una volta è reattivo ed anticipa l’intervento della Joya; infine, al 95′ Krstovic si invola e calcia in diagonale, ma stavolta è Svilar a respingere ed a salvare dalla Roma dalla seconda capitolazione. Finisce la gara e finisce ugualmente male pero’ per i giallorossi che, messi ancora una volta sotto dagli avversari sul piano del palleggio, incassano la loro quarta sconfitta nelle ultime 5 trasferte. No, il nuovo anno non comincia affatto bene…







