Finisce male per la Roma col Lille all’Olimpico: i giallorossi vengono sconfitti per 1-0 con la rete-vittoria di Haraldsson e soprattutto vengono surclassati sul piano del gioco e del palleggio dai transalpini, dominanti a centrocampo per quasi tutta la partita. Ma la cosa più grave della serataccia romanista è che, nonostante la gara sotto tono, a dieci minuti dalla fine la squadra del Gasp ha avuto comunque l’opportunità di pareggiare dagli 11 metri, ma i giallorossi sono invece riusciti per ben 3 spiacevoli volte a fallire un penalty fatto ripetere magnanimamente per due volte dallo scrupoloso direttore di gara Lambrechts. Sì, avete capito bene: la Roma, dopo aver fallito il rigore con Dovbyk all’82’, ha avuto l’inaspettata grazia di poter rimediare all’errore per ben due volte con lo stesso Artem (84′) ed anche con Soulè (85′) ed invece i tre tentativi sono stati tutti e tre sventati dall’ipnotico Berke Özer, portiere del Lille, che certamente ricorderà questa partita a vita…

PRIMO TEMPO – Per la gara dell’Olimpico Gasperini fa un po’ di turnover e si presenta con il 3-4-2-1 con Hermoso centrale difensivo e la coppia Çelik e N’Dicka ai lati. Sulle fasce poi ci sono Wesley e Tsimikas, con Cristante ed El Aynaoui al centro, mentre davanti ci sono Pellegrini e Soulè a supporto di Ferguson. Sull’altro fronte Bruno Genesio disegna invece un 4-4-2 d’attacco, con l’ex milanista Giroud e Haraldsson coppia d’attacco e con Felix e Sahraoui esterni di fascia pronti ad offendere ad ogni piè sospinto. Lambrechts dà il via al match e che per la Roma non sarà una serata facile lo si capisce benissimo già al 6′: un distratto Tsimikas perde banalmente la palla e Felix la serve subito in verticale all’accorrente Haraldsson, che è bravo ad infilarsi in area ed a battere a rete per lo 0-1 che gela un Olimpico già meterologicamente freddo, nonostante il grande calore dei numerosi tifosi accorsi. La Roma accusa il colpo e per il Lille è un gioco da ragazzi imbrigliare l’avversaria in una fittissima rete di passaggi senza soluzione di continuità e sempre con l’intento di fare male dalla metà campo in su. La squadra capitolina appare chiaramente in difficoltà sul piano mentale ed anche strettamente su quello del gioco, ed è una cosa in realtà piuttosto strana se si pensa che in panchina c’è il Gasp. Al 22′ El Aynaoui prova a scuotere i compagni con un tiro dalla distanza, che si spegne pero’ a lato. Ci prova poi anche Pellegrini, ma la sua conclusione viene smorzata da Bentaleb e Berke Özer può dunque parare senza problemi. Sono tuttavia fugaci apparizioni romaniste in mezzo a tanto, tantissimo gioco del Lille. La squadra di Bruno Genesio arriva sempre prima su tutte le seconde palle, inoltre la Roma stasera appare anche piuttosto svagata nelle rare volte in cui ha il pallone, così alla mezz’ora Bouaddi recupera un pallone sulla trequarti e lo gioca subito per Sahraoui, che con un diagonale rasoterra manda fuori di un soffio, mancando di un nonnulla il raddoppio. Il primo tempo si chiude con l’unica vera occasionissima della Roma di questa metà gara: al 35′ su un cross di Wesley dalla destra Tsimikas trova un muro difensivo, Soulè trova la respinta di Berke Özer ed il tap-in ravvicinato di El Aynaoui viene sventato sulla linea da un salvataggio provvidenziale di Mandi, a portiere battuto. Si va dunque all’intervallo con la Roma sotto di un goal e soprattutto umiliata sul piano del palleggio.

SECONDO TEMPO – Gasperini dimostra di non aver gradito la svagatezza di Tsimikas nei primi 45′ ed infatti lascia il greco negli spogliatoi, dentro Rensch. Non cambia tuttavia molto nell’economia del match, col Lille costantemente ad attaccare la trequarti romanista e coi giallorossi sempre in difficoltà nel ruolo di sparring partner dei transalpini. Al 54′ nuova fiammata pericolosa degli ospiti: Giroud si presenta a tu per tu con Svilar e solo il tempismo in uscita di quest’ultimo evita il raddoppio del Lille. Gasperini cambia ancora ed inserisce Mancini ed El Shaarawy per Hermoso e Pellegrini, nel tentativo di blindare una difesa ballerina e rivitalizzare un attacco inesistente. Nell’immediato in effetti qualcosa succede: al 56′ su un angolo di Soulè Ferguson ci mette la testa ed il pallone esce di pochissimo sul 2° palo. E’ pero’ nel lungo periodo che invece la barca continua ad imbarcare acqua, con la Roma che appare impotente davanti allo strapotere fisico e di gioco del Lille. Trascorsa l’ora di gioco poi Bruno Genesio inserisce nuova benzina nel suo motore: dentro Igamane, Andrèe Fernandez-Pardo. Proprio quest’ultimo la crossa subito in area per Sahraoui, ma Svilar per fortuna abita ancora nella Capitale e para. Siamo ormai negli ultimi 20 minuti con Perraud e Konè che entrano per Verdonk e Cristante. Non cambia pero’ nulla sul terreno di gioco ed allora Gasp per l’ultimo quarto d’ora di fuoco si affida anche a Dovbyk, fuori uno spento Ferguson. La Sud spinge la Roma verso una rimonta che col passare dei minuti appare in realtà sempre più lontana, ma al 79′ in soccorso dei giallorossi arriva Mandi, il difensore del Lille già protagonista del salvataggio sulla linea: l’algerino colpisce il pallone con un braccio in area dopo un colpo di testa di Çelik e, dopo analisi del Var, l’arbitro correttamente assegna il rigore della speranza alla Roma. Quello che succede poi è già stato descritto, Dovbyk la calcia centrale e Berke Özer la respinge, ma la solerzia del direttore di gara concede all’ucraino un nuovo tentativo, visto che c’era stato movimento prima del fischio: non cambia tuttavia nulla, Özer para ancora l’identita esecuzione di Artem. E non cambia nulla neanche quando sul dischetto va Soulè, per una nuova ripetizione a norma di regolamento: Berke Özer para tutto, e siamo certi che ne avrebbe parato anche un quarto se Lambrechts fosse stato ancora più generoso (o sadico…). Finita la ”comica”, El Shaarawy prova a riaccendere la fiammella all’87’, ma Berke Özer para in tuffo anche su di lui. Dall’altra parte invece il Lille sfrutta le ampie praterie che ha davanti e Fernandez-Pardo un minuto dopo viene fermato dal solito Svilar. Lambrechts assegna intanto 6 minuti di recupero, ma l’unica occasione che la Roma riesce a produrre in 360 secondi è un tiro da fuori di Konè che esce a lato di pochissimo (92′). Non è così invece per gli ospiti, che al 94′ trovano altre due palle goal con Fernandez-Pardo, ma il numero 7 dei rossoblù prima se la fa parare e poi sul secondo tentativo conclude fuori. Il Lille porta palla fino al fischio di chiusura, ed allora per la Roma arrivano invece i fischi dell’Olimpico, mentre Berke Özer viene festeggiato dai compagni: la vittoria degli ospiti è soprattutto merito suo, la sconfitta della Roma invece, quella si divide in parti uguali tra tutti…

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Ciao! Mi chiamo Livio Cellucci ed ho conseguito la maturità scientifica nel 1999. Ho poi preso parte ad un corso di telecronista sportivo nel 2000 e, nell‘ottobre dello stesso anno, ho iniziato una collaborazione giornalistica con "Il Corriere Laziale”. Presso questa testata, mi sono occupato di calcio giovanile a livello provinciale e regionale per il biennio 2000-2002 redigendo oltre 100 articoli di cronaca sportiva. Dal gennaio 2003 sono iscritto all'Albo dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Da allora ho continuato a collaborare con Il Corriere Laziale, svolgendo anche il compito di raccolta ed inserimento dei risultati sportivi. In questi anni, ho preso parte anche ad un corso di Gestione degli archivi aziendali ed ho ampliato le mie conoscenze linguistiche, conseguendo nel 2004 un Diploma di Spagnolo presso l'Istituto “Cervantes”. Tra la fine del 2004 e l'inizio del 2005 ho inoltre preso parte ad un “Master di Telecronista Sportivo” presso la FORMASS Television, il cui direttore didattico è Bruno Longhi, noto volto televisivo di Mediaset. Altri insegnati del corso erano Marco Civoli e Maurizio Compagnoni, altrettanto noti giornalisti tv rispettivamente di Rai e Sky. Attualmente frequento il 3° anno del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università “La Sapienza” di Roma. - Tra i miei interessi c’è sicuramente tutto ciò che riguarda la comunicazione ed i mass-media, oltre ad una grande passione per lo sport e ad un grande interesse per la politica, l’attualità, la musica e per tutto ciò che succede nel mondo. Nel 2008 ho iniziato a collaborare attivamente con SoccerHouseTv.it come corrispondente da Trigoria e dallo Stadio Olimpico, per seguire la Roma. Parallelamente dal 2010 ho avuto anche alcune esperienze nel giornalismo web e social con Vavel e SuperNews e come gestore di un giornale radio. Nel 2019 nasce l'idea di un mio portale web dedicato allo sport di Roma e provincia. Nel 2020 prende finalmente forma e viene pubblicato Sportivamente Roma.