La Roma chiude l’anno col sorriso: la squadra giallorossa vince 3-1 la ”partita del cuore” contro il Genoa del grande ex Daniele De Rossi e mantiene così il quarto posto, in attesa dell’impegnativa trasferta a Bergamo di sabato prossimo. La squadra di Gasp stasera ha avuto la strada spianata già nel primo tempo, col Genoa che evidentemente era in vena di regali natalizi, visto che in ben due dei tre goal siglati dai capitolini ci sono stati evidenti errori difensivi del Grifone. Ma tant’è: nel calcio per diventare grandi bisogna anche saper essere cinici, e la Roma quest’anno ha imparato ad esserlo, col goal al 14′ di Soulè e col raddoppio dopo soli cinque minuti di Konè. Alla mezz’ora di gara poi il tris di Ferguson ha chiuso virtualmente già la contesa, col Genoa che solo nel finale è riuscito a siglare il suo inutile goal della bandiera.

Per la sfida dell’Olimpico Gasperini schiera il suo 3-4-2-1 con Ziolkowski a fare le veci di N’Dicka, mentre a centrocampo si va sul sicuro con Çelik a destra, Wesley a sinistra e la coppia Cristante-Konè in mezzo. Davanti poi pesa l’assenza di Pellegrini, ma Gasp la risolve senza troppi problemi con Soulè e Dybala a supporto di Ferguson. DDR risponde invece col 3-5-2 con Sommariva a sostituire tra i pali lo squalificato Leali, mentre davanti c’è la coppia Vitinha-Ekuban.

PRIMO TEMPO – Di Bello apre le danze del match e nei primi dieci minuti è il Genoa ad imbrigliare i giallorossi a centrocampo con un possesso palla convincente. La Roma invece appare svagata e distratta, commette molti errori e perde tanti palloni. Poi pero’ ecco arrivare il cinismo ed al primissimo affondo i giallorossi vanno a bersaglio: al 14′ Ziolkowski la rinvia in profondità, Vasquez la colpisce all’indietro di testa in modo sciagurato ed a Soulè non sembra vero di ritrovarsi un bel pallone in area pronto da essere calciato in porta, Sommariva è battuto e la Roma è già avanti. Massimo risultato col minimo sforzo, Clooney direbbe ”What else?”. Dalla Sud partono a questo punto cori a supporto di De Rossi, indimenticato Capitan Futuro dei giallorossi. Al 17′ altro affondo della Roma, questa volta con Ferguson, che calcia sul 2° palo, ma stavolta Sommariva respinge. La squadra di Gasp continua a spingere ed al 19′ la Dea Bendata premia ancora i capitolini: Konè raccoglie a centro area un invito di Ferguson e poi calcia, il tiro del francese è centrale, ma sulla sua traiettoria ecco una deviazione fortunosa di un difensore del Genoa, con la conseguenza che il pallone cambia completamente direzione e Sommariva è battuto di nuovo, per il 2-0 della Roma, che è anche il primo centro stagionale per Konè. La squadra di De Rossi accusa il colpo e per la Roma a questo punto diventa un gioco da ragazzi tenere le redini del match. Il sigillo finale al predominio territoriale dei giallorossi arriva poi al 31′: Malinovskyi in ripiegamento difensivo dimostra tutti i suoi limiti dentro la propria area e con un retropassaggio scriteriato innesca ancora il volpone Soulè, che pero’ stavolta si fa respingere il tiro da Sommariva, ma a rimorchio arriva prontissimo Ferguson, bravo a ribadire in rete il tris romanista. Ormai si gioca solo ad una porta e col Genoa alle corde Dybala tenta la giocata, ma il suo sinistro si spegne alto. Al 38′ poi ancora Konè scatenato: il numero 17 prima colpisce il palo e poi sulla ribattuta segnerebbe anche la sua sorprendente doppietta, se non fosse che Di Bello annulla il tutto per una carica di Manu su Sommariva. Si resta dunque sul 3-0 e Vitinha dà cenni di vita al 41′, ma il suo tiro finisce alto. Allo scadere ci riprova poi Dybala, ma il suo sinistro stavolta viene alzato in angolo da Sommariva. Il primo tempo si chiude con uno scontro tra Østigard e Svilar, col difensore rossoblù che ha la peggio. Non ci sono pero’ per Di Bello gli estremi per un penalty.

SECONDO TEMPO – De Rossi rientra dal tunnel degli spogliatoi assai determinato a voler quanto meno provare a recuperare dal gap ed in effetti in avvio di ripresa il suo Genoa ci mette tanta buona volontà, senza tuttavia cavare un ragno dal buco contro l’ottima tenuta difensiva della Roma. Al 55′ Svilar è bravo in uscita ad anticipare l’intervento di Ekuban. Si fa intanto male Soulè, Gasperini non vuole rischiare ed inserisce subito l’ex Grifone El Shaarawy. Dal canto suo De Rossi risponde con un ampio restyling: fuori Malinovskyi, Østigard ed Ekuban per Fini, Marcandalli e Colombo. Vasquez intanto, che sulla coscienza ha l’errore del primo goal, prova a riscattarsi con un’acrobazia sugli sviluppi di una punizione, ma la palla si perde alta. I liguri provano col possesso a stanare la Roma, ma la squadra giallorossa gestisce in assoluta tranquillità la situazione e non concede nulla. Siamo ormai negli ultimi 20′ di gara e De Rossi si gioca anche la carta-Ekhator, anche se ad andare ancora vicina al goal è la Roma: al 72′ Cristante calcia al volo dal limite e Sommariva in tuffo si salva in angolo. Sugli sviluppi del corner poi è El Shaarawy a mandare a lato. Gasperini a questo punto fa un po’ di turnover ed inserisce Pisilli e Ghilardi, mentre De Rossi sceglie Masini al posto di Frendrup. Siamo ormai negli ultimi 600 secondi di gioco e la Roma palleggia in totale tranquillità. All’82’ poi El Shaarawy in acrobazia cerca anche il poker, ma Norton-Cuffy alza il muro. Siamo ormai agli sgoccioli finali e mentre Gasperini fa rifiatare Wesley e Ferguson (dentro Rensch e Dovbyk), De Rossi invece ne approfitta per mettere in cascina il suo primo goal da allenatore contro la squadra in cui è cresciuto: all’87’, sugli sviluppi di una punizione di Martin, Ekhator calcia da centro area, Pisilli si trova sulla traiettoria ed involontariamente spiazza Svilar per il 3-1 finale. I quattro minuti finali di recupero assegnati da Di Bello trascorrono al ritmo de ”La società dei magnaccioni”, e quando anche l’arbitro decide che puo’ bastare, l’Olimpico si trasforma in una vecchia rimpatriata tra amici, con De Rossi che fa il giro d’onore e va sotto la sua Sud, nonostante la rabbia per la sconfitta incassata. La Roma puo’ festeggiare la vittoria, mentre Gasperini prende appunti: sabato a Bergamo sarà la ”sua” partita…

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Ciao! Mi chiamo Livio Cellucci ed ho conseguito la maturità scientifica nel 1999. Ho poi preso parte ad un corso di telecronista sportivo nel 2000 e, nell‘ottobre dello stesso anno, ho iniziato una collaborazione giornalistica con "Il Corriere Laziale”. Presso questa testata, mi sono occupato di calcio giovanile a livello provinciale e regionale per il biennio 2000-2002 redigendo oltre 100 articoli di cronaca sportiva. Dal gennaio 2003 sono iscritto all'Albo dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Da allora ho continuato a collaborare con Il Corriere Laziale, svolgendo anche il compito di raccolta ed inserimento dei risultati sportivi. In questi anni, ho preso parte anche ad un corso di Gestione degli archivi aziendali ed ho ampliato le mie conoscenze linguistiche, conseguendo nel 2004 un Diploma di Spagnolo presso l'Istituto “Cervantes”. Tra la fine del 2004 e l'inizio del 2005 ho inoltre preso parte ad un “Master di Telecronista Sportivo” presso la FORMASS Television, il cui direttore didattico è Bruno Longhi, noto volto televisivo di Mediaset. Altri insegnati del corso erano Marco Civoli e Maurizio Compagnoni, altrettanto noti giornalisti tv rispettivamente di Rai e Sky. Attualmente frequento il 3° anno del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università “La Sapienza” di Roma. - Tra i miei interessi c’è sicuramente tutto ciò che riguarda la comunicazione ed i mass-media, oltre ad una grande passione per lo sport e ad un grande interesse per la politica, l’attualità, la musica e per tutto ciò che succede nel mondo. Nel 2008 ho iniziato a collaborare attivamente con SoccerHouseTv.it come corrispondente da Trigoria e dallo Stadio Olimpico, per seguire la Roma. Parallelamente dal 2010 ho avuto anche alcune esperienze nel giornalismo web e social con Vavel e SuperNews e come gestore di un giornale radio. Nel 2019 nasce l'idea di un mio portale web dedicato allo sport di Roma e provincia. Nel 2020 prende finalmente forma e viene pubblicato Sportivamente Roma.